Imparare giocando, l’importanza dei giochi di ruolo nella didattica

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Sin dai primi mesi di vita il bambino incomincia a giocare, sia spontaneamente sia sotto incitazione da parte degli adulti. Durante questa prima fase di gioco, attraverso un’incolmabile senso di curiosità e l’utilizzo dei sensi, il bambino entra in contatto con il mondo circostante. Superato il primo anno di vita, il bambino inizia ad immagazzinare tutte le informazioni apprese in precedenza cercando di metterle in pratica attraverso il gioco di ruolo, o gioco simbolico. Inizia così il primo utilizzo della finzione, che gli permetti di servirsi di oggetti in maniera creativa, attribuendogli caratteristiche e funzioni diverse da quelle reali. Questa tipologia di gioco rappresenta un prezioso strumento di insegnamento, che aiuta il piccolo ad allenare e stimolare la creatività e l’immaginazione. Nello specifico il gioco di ruolo rappresenta un concetto già insito nel bambino, il quale osservando attimi di vita quotidiana, cerca di imitarli trasportandoli all’interno del  gioco.

In passato diversi furono gli studiosi ad interessarsi al tema, in particolare modo il pedagogista Jean Piaget che analizzò e studiò i diversi stadi dello sviluppo cognitivo nei bambini, suddividendoli come segue:

  • Stadio senso-motorio (0-2 anni): fase in cui si sviluppano maggiormente i sensi e le abilità motorie esplorando l’ambiente che lo circonda;
  • Stadio pre-operatorio (2-7 anni): fase in cui inizia il gioco d’imitazione, caratterizzato dalla decontestualizzazione e dalla sostituzione di oggetti per  rappresentarsi altri;
  • Stadio operatori-concreto (7-11 anni): età in cui i bambini iniziano a compiere azioni logiche e a risolvere problemi più complessi.

Per Piaget durante lo stadio pre-operatorio il bambino impara a giocare servendosi di un simbolo che richiami il significato dell’oggetto mancante (ad esempio utilizzando un mestolo come telefono). Questa rappresenta la fase in cui si sviluppa maggiormente l’imitazione, giocando a far finta di.

Sono molti i benefici del gioco simbolico:

  • Sviluppare il linguaggio;
  • Sviluppare la capacità di osservazione ed imitazione;
  • Far crescere l’autostima, interpretando ruoli ed esternando le proprie debolezze;
  • Favorire l’espressività corporea attraverso la mimica e la gestualità;
  • Potenziare le relazioni attraverso la socializzazione
  • Imparare a condividere ed aiutarsi con gli altri bimbi

È chiaro che i bambini sono predisposti ad imparare durante l’atto del gioco e per questo motivo è di fondamentale importanza supportare i piccoli durante questa attività.

Fonti: State of mind “Lo stadio pre-operatorio: “facciamo finta che?” e La bottega delle befane “Il gioco simbolico: via libera alla fantasia!

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