Imparare facendo, sperimentando, provando e mettendosi in gioco: è questo il cuore del learning by doing, un approccio didattico che porta l’alunno al centro dell’esperienza di apprendimento.
Ma cosa significa esattamente learning by doing? Quali sono i suoi vantaggi e, soprattutto, come applicarlo concretamente in classe?
Dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, imparare attraverso l’esperienza può trasformare una lezione tradizionale in un’occasione per osservare, sperimentare, formulare ipotesi, commettere errori e trovare soluzioni.
In questo articolo scopriamo cos’è il learning by doing, quali sono i suoi principi e tante idee pratiche per portarlo nella didattica quotidiana.
Che cos’è il learning by doing?
L’espressione inglese learning by doing significa letteralmente “imparare facendo”.
Si tratta di un approccio educativo nel quale l’apprendimento passa attraverso l’esperienza diretta: il bambino o lo studente non si limita ad ascoltare una spiegazione, ma viene coinvolto in un’attività concreta nella quale deve osservare, sperimentare, manipolare, costruire, collaborare o risolvere un problema.
Il concetto è strettamente associato al pensiero del filosofo e pedagogista John Dewey, che ha attribuito grande importanza all’esperienza nei processi educativi.
La logica è semplice:
fare → osservare → riflettere → comprendere → applicare nuovamente.
L’attività pratica, quindi, non sostituisce la teoria, ma può diventare il punto di partenza per costruire conoscenze più significative.
Learning by doing: perché è importante nella didattica?
A scuola imparare non significa soltanto memorizzare informazioni.
Una conoscenza diventa più significativa quando il bambino può collegarla a un’esperienza, utilizzarla per affrontare una situazione concreta e verificarne l’efficacia.
Il learning by doing permette di trasformare lo studente da semplice destinatario della lezione a protagonista del proprio percorso di apprendimento.
Durante un’attività pratica, infatti, l’alunno può:
- osservare un fenomeno;
- formulare domande;
- fare ipotesi;
- sperimentare;
- confrontare risultati;
- commettere errori;
- correggere il procedimento;
- collaborare con i compagni;
- spiegare ciò che ha scoperto;
- trasferire ciò che ha imparato in un nuovo contesto.
In questo modo l’esperienza diventa una vera occasione di apprendimento.
Learning by doing e didattica esperienziale
Il learning by doing si inserisce nel più ampio concetto di didattica esperienziale, nella quale l’esperienza concreta assume un ruolo centrale nel processo educativo.
La differenza rispetto a una semplice attività pratica sta soprattutto nella progettazione.
Non basta “fare qualcosa” per applicare il learning by doing.
L’attività dovrebbe avere:
- un obiettivo educativo;
- una consegna o una situazione-problema;
- materiali e strumenti adeguati;
- uno spazio per la sperimentazione;
- un momento di osservazione e riflessione;
- una fase finale di rielaborazione.
Per esempio, costruire una torre con dei blocchi può essere semplicemente un gioco.
Diventa un’attività di learning by doing quando l’insegnante introduce una sfida: “Come possiamo costruire una torre più alta senza farla cadere?”
A quel punto i bambini devono osservare, progettare, provare, modificare e confrontare le diverse strategie.
Per questo tipo di attività si possono utilizzare, ad esempio, le costruzioni tecniche, che comprendono materiali pensati per assemblare pezzi e creare strutture, incoraggiando sperimentazione, manualità e problem solving.
Quali sono i vantaggi del learning by doing?
Applicare il learning by doing in classe può offrire numerose opportunità educative.
Maggiore coinvolgimento
Un’attività nella quale il bambino può intervenire direttamente tende a richiedere un coinvolgimento diverso rispetto all’ascolto passivo.
Apprendimento attraverso l’esperienza
Concetti astratti possono diventare più comprensibili quando vengono collegati a situazioni concrete.
Sviluppo dell’autonomia
Scegliere materiali, individuare una strategia e verificare un risultato permette di esercitare progressivamente la capacità di agire in autonomia.
Valorizzazione dell’errore
Nel learning by doing l’errore può diventare parte del processo.
Se una costruzione crolla, un esperimento non produce il risultato atteso o una strategia non funziona, il bambino ha l’opportunità di chiedersi perché e provare nuovamente.
Collaborazione
Molte attività pratiche possono essere svolte in coppia o in piccolo gruppo, favorendo confronto, comunicazione e capacità di cooperare.
Sviluppo delle competenze
Il fare permette di mettere contemporaneamente in gioco conoscenze, abilità e competenze trasversali.
Come applicare il learning by doing in classe?
Il learning by doing può essere introdotto in moltissime discipline e non richiede necessariamente attività complesse.
La domanda da porsi è:
“Come posso trasformare questo contenuto in un’esperienza?”
Ecco alcune idee.
1. Imparare la matematica attraverso la manipolazione
La matematica offre moltissime possibilità di applicazione del learning by doing.
Invece di limitarsi a spiegare quantità, forme o sequenze, è possibile proporre materiali concreti con cui sperimentare.
Attività: costruiamo e confrontiamo
Distribuire ai bambini diversi oggetti e chiedere di:
- raggrupparli;
- ordinarli;
- contarli;
- confrontarne le quantità;
- riconoscere forme e dimensioni;
- creare sequenze.
Per esempio:
“Riusciamo a creare una sequenza seguendo la regola rosso-blu-rosso-blu?”
Il bambino non deve soltanto ricordare la regola: deve applicarla concretamente.
Per le attività di classificazione è possibile utilizzare i Blocchi Logici in Plastica, disponibili in forme, colori, dimensioni e spessori differenti. Sono particolarmente adatti per attività di classificazione, confronto e problem solving.
Per lavorare invece sulla geometria attraverso un’esperienza concreta, il Geopiano Didattico permette ai bambini di costruire direttamente forme e figure, lavorando sulle relazioni spaziali attraverso un’attività pratica.
Il catalogo Giodicart comprende inoltre una sezione dedicata alla logico-matematica, con materiali per classificazione, matematica, geometria e attività di problem solving.
Il nostro catalogo raccoglie numerosi materiali utilizzabili per attività di questo tipo.
2. Scienze: imparare attraverso gli esperimenti
Le scienze sono particolarmente adatte al learning by doing.
Un esperimento può partire da una semplice domanda:
“Quali oggetti galleggiano e quali affondano?”
Prima dell’esperimento, i bambini possono formulare un’ipotesi.
Successivamente possono:
- osservare gli oggetti;
- prevedere il risultato;
- immergerli nell’acqua;
- registrare ciò che accade;
- confrontare il risultato con l’ipotesi iniziale;
- discutere le differenze.
L’insegnante non fornisce immediatamente la risposta: crea le condizioni affinché siano i bambini a scoprire e interpretare ciò che osservano.
Per progettare attività scientifiche pratiche è possibile consultare la sezione Scienze, che raccoglie strumenti, materiali e sussidi per esperimenti, osservazioni e attività pratiche.
Per attività scientifiche più strutturate, la sezione Laboratori di Scienze comprende kit dedicati, tra gli altri, a fisica, biologia, energia, meccanica e osservazione scientifica.
3. Imparare attraverso le costruzioni
Le costruzioni sono uno strumento molto efficace per il learning by doing.
Si può proporre una sfida:
“Costruiamo un ponte che riesca a sostenere un piccolo oggetto.”
I bambini devono decidere:
- quali materiali utilizzare;
- come progettare la struttura;
- quali elementi rendere più resistenti;
- come distribuire il peso.
Quando il ponte non funziona, si può ripartire dall’errore e modificare il progetto.
In una sola attività vengono coinvolte problem solving, creatività, collaborazione, motricità fine e prime competenze scientifiche.
Per questo tipo di esperienza sono particolarmente interessanti le costruzioni in plastica, che comprendono mattoncini, sistemi a incastro e materiali pensati per creare strutture e combinazioni differenti.
Tra le proposte disponibili si trovano anche le costruzioni magnetiche, utili per esplorare forme, strutture tridimensionali, colori e relazioni spaziali attraverso la costruzione.
4. Arte: sperimentare tecniche e materiali
Anche l’arte può essere vissuta attraverso il learning by doing.
Invece di mostrare semplicemente una tecnica e chiedere ai bambini di riprodurla, si può proporre una sperimentazione.
Per esempio:
“Cosa succede se mescoliamo questi colori?”
I bambini possono creare diverse combinazioni, osservare i risultati e realizzare una propria tavolozza.
Altre possibilità:
- dipingere con strumenti insoliti;
- sperimentare texture diverse;
- creare collage;
- lavorare con materiali naturali;
- costruire un’opera collettiva;
- modellare materiali diversi.
L’obiettivo non è ottenere tutti lo stesso risultato, ma esplorare il processo creativo.
Il nostro catalogo dedica un’ampia sezione alla creatività, con materiali per disegno, pittura, collage, modellazione e riciclo creativo.
Per sperimentare la mescolanza dei colori, si possono utilizzare le tempere, disponibili in numerose tipologie e adatte a differenti attività artistiche.
5. Educazione ambientale: dalla teoria all’azione
Parlare di riciclo è importante, ma trasformare il tema in un’esperienza può renderlo ancora più concreto.
Si può organizzare una piccola attività di raccolta e classificazione dei materiali presenti in classe.
I bambini possono distinguere:
- carta;
- plastica;
- metallo;
- materiali organici;
- materiali riutilizzabili.
Successivamente si può proporre una sfida:
“Quali oggetti possiamo riutilizzare invece di buttarli?”
Scatole, rotoli di cartone, tappi e altri materiali di recupero possono diventare elementi per nuove costruzioni.
In questo modo l’educazione ambientale passa attraverso osservazione, scelta e azione.
6. Learning by doing nella scuola dell’infanzia
Nella scuola dell’infanzia, imparare facendo è particolarmente naturale.
Il bambino conosce il mondo attraverso il corpo, la manipolazione, il gioco e l’esplorazione.
Le attività possono quindi essere semplici e quotidiane:
- travasi;
- manipolazione;
- costruzioni;
- giardinaggio;
- cucina;
- esperimenti con acqua e materiali;
- attività artistiche;
- giochi simbolici;
- percorsi motori;
- classificazione di oggetti;
- esplorazioni all’aperto.
Un esempio: coltivare una pianta
Invece di spiegare soltanto che le piante hanno bisogno di acqua e luce, si può realizzare un piccolo progetto di coltivazione.
I bambini possono:
- preparare il terriccio;
- piantare i semi;
- annaffiare;
- osservare la crescita;
- registrare i cambiamenti;
- confrontare le piante;
- discutere ciò che hanno osservato.
L’attività diventa così un percorso che integra scienze, linguaggio, osservazione, responsabilità e collaborazione.
7. Learning by doing nella scuola primaria
Nella scuola primaria le attività possono diventare progressivamente più strutturate e interdisciplinari.
Un esempio è la realizzazione di un piccolo negozio in classe.
I bambini possono:
- inventare i prodotti;
- stabilire i prezzi;
- creare le etichette;
- utilizzare monete finte;
- simulare gli acquisti;
- calcolare il resto;
- scrivere liste della spesa;
- organizzare i prodotti.
Un’unica esperienza permette di lavorare su matematica, italiano, educazione civica, comunicazione e collaborazione.
Questa è una delle caratteristiche più interessanti del learning by doing: un’attività concreta può coinvolgere contemporaneamente più competenze.
Per preparare attività di calcolo, quantità e classificazione è possibile utilizzare i sussidi di logico-matematica, che comprendono materiali per classificazione, operazioni, geometria e sistemi di misura.
8. STEM e learning by doing
Il learning by doing è particolarmente adatto anche alle attività STEM, che coinvolgono scienza, tecnologia, ingegneria e matematica.
Una semplice sfida può essere:
“Come possiamo costruire una struttura capace di sostenere il maggior peso possibile utilizzando solo questi materiali?”
Gli alunni devono:
- analizzare il problema;
- progettare;
- scegliere i materiali;
- costruire;
- testare;
- osservare il risultato;
- modificare il progetto.
Si crea così un piccolo percorso di progettazione nel quale il risultato finale è importante, ma lo è altrettanto il processo che porta alla soluzione.
La sezione STEM raccoglie sussidi dedicati a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, compresi materiali per robotica e attività di costruzione.
Per esempio, il Kit Costruzioni Ingranaggi in Movimento può essere collegato a un percorso nel quale gli alunni costruiscono e osservano meccanismi, sperimentando direttamente il rapporto tra componenti e movimento.
Il ruolo dell’insegnante nel learning by doing
Nel learning by doing l’insegnante non scompare e non lascia semplicemente gli alunni liberi di sperimentare.
Il suo ruolo cambia.
L’insegnante diventa progettista dell’esperienza, facilitatore e osservatore.
Deve creare situazioni nelle quali gli alunni possano agire, ma anche porre domande capaci di stimolare la riflessione.
Invece di dire:
“La risposta è questa.”
può chiedere:
- “Cosa pensi che succederà?”
- “Perché secondo te è successo?”
- “Cosa potremmo cambiare?”
- “Quale soluzione possiamo provare?”
- “Come possiamo verificarlo?”
- “Cosa hai scoperto?”
Sono domande che aiutano il bambino a ragionare sull’esperienza, trasformando il fare in apprendimento.
L’importanza dell’errore
Uno degli aspetti più interessanti del learning by doing è il rapporto con l’errore.
In un’attività pratica, qualcosa può non funzionare al primo tentativo.
Una torre può cadere, una sequenza può essere sbagliata, un esperimento può produrre un risultato inatteso.
Questi momenti possono diventare occasioni per sviluppare capacità di osservazione e problem solving.
L’obiettivo non è eliminare l’errore, ma aiutare il bambino a trasformarlo in una domanda:
“Perché non ha funzionato e cosa possiamo provare a fare diversamente?”
Learning by doing: non basta fare
È importante non confondere il learning by doing con qualsiasi attività laboratoriale.
Un’attività pratica diventa realmente significativa quando il bambino può collegare ciò che fa a ciò che sta imparando.
Per questo è utile prevedere sempre un momento finale di rielaborazione.
Dopo l’esperienza, l’insegnante può chiedere:
- Che cosa abbiamo fatto?
- Che cosa abbiamo scoperto?
- Che cosa ci ha sorpreso?
- Che cosa non ha funzionato?
- Cosa faremmo diversamente?
- Dove possiamo utilizzare ciò che abbiamo imparato?
La riflessione permette di trasformare l’esperienza in conoscenza consapevole.
Come progettare un’attività di learning by doing
Per trasformare un’idea in un’attività concreta puoi seguire questo semplice schema.
1. Definisci l’obiettivo
Che cosa vuoi che gli alunni imparino?
2. Crea una situazione-problema
Quale domanda o sfida può stimolare la loro curiosità?
3. Prepara i materiali
Scegli strumenti semplici, sicuri e adeguati all’età.
4. Lascia spazio alla sperimentazione
Evita di spiegare immediatamente ogni passaggio.
5. Osserva
Presta attenzione alle strategie utilizzate dagli alunni, non soltanto al risultato finale.
6. Fai domande
Utilizza domande aperte per stimolare ragionamento e confronto.
7. Rielabora l’esperienza
Chiedi agli alunni di raccontare, rappresentare o spiegare ciò che hanno fatto.
8. Trasferisci l’apprendimento
Proponi una nuova situazione nella quale utilizzare ciò che è stato scoperto.
10 idee di learning by doing da proporre in classe
Cerchi attività semplici da sperimentare? Ecco alcune idee:
- Costruiamo una torre – quale struttura riesce a raggiungere la maggiore altezza?
- Cosa galleggia? – formuliamo ipotesi e sperimentiamo con acqua e oggetti diversi.
- Il negozio in classe – impariamo a utilizzare quantità, prezzi e monete.
- Seminiamo e osserviamo – seguiamo la crescita di una pianta.
- Creiamo nuovi colori – sperimentiamo mescolando colori primari.
- Costruiamo un ponte – progettiamo una struttura resistente utilizzando materiali semplici.
- Caccia alle forme – cerchiamo nell’ambiente oggetti con forme geometriche.
- Riciclo creativo – trasformiamo materiali di recupero in nuovi oggetti.
- Percorso a ostacoli – progettiamo e sperimentiamo un percorso motorio.
- Inventiamo una storia – utilizziamo oggetti, immagini o materiali per costruire insieme una narrazione.
Quali materiali utilizzare per il learning by doing?
Una delle caratteristiche del learning by doing è che non servono necessariamente materiali costosi o tecnologie sofisticate.
Molte esperienze possono essere realizzate con:
- materiali naturali;
- carta e cartone;
- blocchi da costruzione;
- elementi per la manipolazione;
- contenitori;
- colori;
- strumenti per esperimenti;
- giochi didattici;
- materiali di recupero;
- strumenti STEM.
Il nostro catalogo offre un’ampia selezione di materiali didattici, giochi educativi, strumenti per la manipolazione, prodotti STEM, materiali creativi e risorse per la scuola, che possono essere utilizzati per progettare attività esperienziali.
Learning by doing: dalla lezione all’esperienza
Il vero valore del learning by doing non consiste semplicemente nel sostituire una spiegazione con un’attività pratica.
Significa ripensare il processo educativo partendo da una domanda:
“Come posso mettere gli alunni nelle condizioni di scoprire, sperimentare e costruire questa conoscenza?”
Una classe nella quale si sperimenta, si costruisce, si sbaglia, si discute e si prova nuovamente diventa un ambiente nel quale l’apprendimento può essere vissuto in modo attivo.
Perché, in fondo, imparare facendo significa trasformare la curiosità in esperienza e l’esperienza in conoscenza.
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